La storia del Presepe Napoletano
raccontata dalla Famiglia Di Virgilio

L'Arte del Presepe
Napoletano

Come in una nuova forma di spettacolo la fantasia popolare, esplode ed il mondo evangelico è travolto da una moltitudine di scene e personaggi tipici della quotidianità napoletana.
Stupende statuine di terracotta ricche di simboli e particolari animano la scena presepiale, la castagnara, l’arrotino, la zingara, il mendicante, il cieco, lo storpio, il venditore di trippa o di baccalà danno vita ad una singolare corte dei miracoli, che fa da contristo alla manifesta ricchezza dei Re Magi e del loro seguito dell’Estremo Oriente.

Il tutto è ambientato in complessità di paesaggi e di edifici resi con impeccabile verosimiglianza prospettica, restituiti con le loro vicende di piani, spigoli e scorci. Ed è in questo mondo affollato, confuso e rumoroso che il Mistero si svela in tutta la sua natura straordinaria.

Ancora oggi, da allora il presepe napoletano, dove il sacro ed il profano convivono, in un binomio inscindibile, non finisce di stupire; I visitatori di tutti il mondo che si recano lungo l’asse della via San Gregorio Armeno per ammirare i pastori più famosi nel mondo non restano mai delusi passeggiando lungo una mostra a cielo aperto di presepi e pastori di terracotta, dove il natale e il presepe regnano tutto l’anno

La Storia
del Nostro Presepe

La nascita del presepe si vede agli inizi del 700, dove il presepe napoletano visse la sua stagione più alta e significativa.
Da sacro oggetto di devozione nelle chiese cattoliche diviene oggetto di ammirazione nelle sfarzose dimore aristocratiche.
Le cronache e i manoscritti redatti nel ‘700 ci raccontano dell’altissima qualità dell’artigianato napoletano e dei meravigliosi complessi realizzati, di particolare bellezza e valore artistico.
La meraviglia delle scene costruite con dovizia e ricchezza di particolari, la perfezione dei volti dei pastori e delle figure umane ed animali, suscitavano nei visitatori stupore e ammirazione.

I canoni liturgici del tempo lasciano il posto a spettacolarità , senso del movimento, tendenza al naturalismo.
La realtà circostante diventa coprotagonista della natività e in un crescendo di espressione e qualità formale, che toccò l’apice tra il terzo e quarto ventennio del XVIII secolo, i napoletani di tutte le estrazioni sociali, iniziarono ad allestire i presepi.